tra le tante prove a cui mi sono volontariamente sottoposta nella vita, ci sono alcuni concorsi ai quali ho partecipato creando delle opere in feltro sulla base di un tema conduttore.
Il primo concorso a cui partecipai è stato quello indetto per Feltrosa 2008 "La sciarpa: accessorio necessario". Di seguito potete vedere l'opera che presentai.
La mia sciarpa voleva essere un tentativo di feltro leggero (forse non troppo ben riuscito) con un messaggio sociale contro il razzismo. Infatti, al centro sono rappresentati con delle mani i 5 continenti del mondo. Le dita di queste mani s'intersecano per formare l'unione dei popoli contro il razzismo. E poi il mio messaggio "Se solo i colori della pelle potessero vivere in armonia come i colori della Terra...".La sciarpa, come tutte le sciarpe che hanno partecipato, è stata esposta al Castello di Terrarossa a Licciana Nardi in occasione dell'inaugurazione di Feltrosa 2008. Delle sciarpe più belle e rappresentative è stato creato un opuscolo fotografico. Tutte le sciarpe sono ancora in giro per il mondo esibite in varie mostre in diversi paesi.
Il mio secondo concorso feltroso è stato quello indetto dall'Associazione tedesca DAI (http://www.deutsch-afghanische-initiative.de/). Quest'associazione si occupa di sostenere le attività di sviluppo e di formazione delle donne afghane. In collaborazione con i rappresentanti di ogni paese d'Europa, sono stati distribuiti dei piccoli quadrati ricamati dalle stesse donne afghane, i quali dovevano essere inglobati all'interno di un'opera realizzata con le più disparate tecniche tessili. Io ho partecipato naturalmente con la tecnica del feltro. Ed ecco il mio risultato.
Auguro pertanto a tutte le donne soggiogate dai principi e dai dogmi che regolano la loro società nativa, di poter diventare Eva e di cogliere quella mela.
Nell'opera ho utilizzato lana cardata (sambucana di base, bergschaf, merino extrafine, seta e un velo musulmano).
Attualmente, le opere in concorso stanno viaggiando per l'Italia in mostre itineranti durante le quali il pubblico è chiamato a votare l'opera che più gli piace. A seguito di queste votazioni, un certo numero di opere verrà scelto per partecipare alla mostra itinerante europea insieme ad altre opere da tutta Europa. Ahimé, la mia opera non è stata scelta per questo secondo fine, ma ciò nonostate, continua a girare l'Italia per far conoscere l'importanza del tema per il quale è stata creata.
Infine, ho partecipato, sempre nel 2009, ad un altro concorso, quello indetto per Feltrosa 2010 "The Climate is changing". Anche questa mia opera (che vi mostro di seguito) non è stata scelta per partecipare alla mostra che inaugurerà Feltrosa a maggio. Ma poco importa, mi ha fatto comunque molto piacere partecipare e non mancherò di farlo alla prossima occasione.


La mia opera vuole rappresentare i ghiacciai che si sciolgono a causa del surriscaldamento globale. Nonostante questo scioglimento provochi un innalzamento delle acque, ci sono ancora molti popoli che muoiono di sete e non riescono a coltivare le proprie terre a causa dell'emergenza idrica che caratterizza i loro paesi, come l'Africa. Da qui nasce l'idea di un braccio dalla pella nera, assetato, che si protrae stringendo un bicchiere nel tentativo di chiedere dell'acqua, mentre le spighe rappresentano le coltivazioni agricole, difficili o addirittura impossibili da eseguire a causa dello scarseggiare dell'acqua per l'irrigazione.
Anche se le mie opere non sono entrate a far parte delle opere scelte o premiate dalle giurie, è comunque importante per me partecipare a questi concorsi. Ogni volta si crea una nuova sfida per me, per le mie idee, per le mie tecniche di infeltrimento. Questa è sicuramente la componente più bella ed eccitante che mi spinge ogni volta a mettermi in gioco, a partecipare anche senza troppe pretese di riconscimenti o di vittoria. E verò che l'importante è partecipare, ma bisogna farlo con dignità e soddifazione, al di là del risultato.
Laura
IlfeltrodiLù



